Strampa-La-Meraviglia

Trovati i personaggi, ecco fatta la storia. Ascoltala, divertiti e fammi sapere che ne pensi. Uno speciale ringraziamento alla narratrice Lucia Olivi [sc_embed_player_template1 fileurl=”https://www.leonardocapitanelli.it/wp-content/uploads/2019/08/STRAMPA-LA-MERAVIGLIA_BOZZA-DA-REV.mp3″ autoplay=”true” loops=”true”]

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Autore in cerca di personaggi

Il 21 maggio 2019 avevo lanciato una iniziativa. Ero alla ricerca di personaggi interessanti che potessero dare vita ad una mia storia. Ne ho trovati ben nove. Oggi vi lascio un breve assaggio del racconto che condividerò la prossima settimana. C’era una volta e c’è tutt’ora un pianeta particolare. Incastonato nel bel mezzo dell’universo, il mondo rotea al ritmo dell’armonia cosmica.  Grande poco più della nostra tanto amata Luna, il pianeta Strampa-La-Meraviglia è costituito da nove differenti nazioni. I suoi abitanti sono tipi stravaganti, di cultura variopinta e linguaggio re-mixato. Gli stati vengono, per così dire, sorretti da nove reggenti: sei donne e tre uomini. Beh, a dire il vero in Strampa-La-Meraviglia, i termini uomo e donna non esistono, ma la differenza di genere viene perlopiù definita come essere-un-po’-rudens (relativo all’uomo) ed essere-dolcissimum (riferito alla donna). Non fate caso al mix tra italiano e latino, come precedentemente detto, il linguaggio è re-mixato. Infatti i reggenti si incontrano di tanto in tanto per definire i vecchi vocaboli e i neologismi, tirando a sorte su chi ha il compito di decidere cosa eliminare del vecchio e cosa introdurre del nuovo. Se pensi che sia un grande caos hai proprio ragione. Tornando ai reggenti e alle loro nazioni, gradirei presentarvi i loro nomi e le loro tradizioni…

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Secondi che contano

L’emozione che solo chi sa porgere l’altra guancia conosce. La sensazione di appagamento che si cela dietro la scelta di cedere. Il sentimento totalizzante che denuda ogni maschera. La gioia di aver scoperto il proprio posto. Sherlock Holmes non sarebbe lo stesso senza Watson! SECONDI CHE PASSANO Come il tempo fa scorrere i secondi dietro di sé, così fanno gli esseri umani.  Per qualche ragione a noi ignota, il tempo più facilmente percepibile è l’ora e forse anche la sua metà. Dei secondi, in pochi se ne accorgono, probabilmente i più sensibili. Appunto, i sensibili. Coloro che sentono, che ascoltano. Quanti secondi possiamo dire di conoscere?  Pensando agli istanti della vita, di certo qualche secondo importante ci verrà in mente. Situazioni importanti che hanno segnato il nostro percorso tracciando un confine netto tra il passato e il futuro. Ma la maggior parte dei secondi è passata inosservata, persa tra le faccende della quotidianità. Spostandoci sul piano umano avremmo da annoverare, tra i secondi, alcuni conoscenti, forse parenti, forse amici, forse noi stessi. Persone messe da parte per uno strano colpo della sorte. E così anche loro se ne passano inosservati agli occhi degli altri e della vita. OLTRE IL PERCEPIBILE Percettibile è tutto ciò che normalmente i sensi captano. Il nostro “senso”, oggi, si interessa di ciò che è ampiamente visibile e se ne sbatte di ciò che si cela dietro le quinte. Il palcoscenico della vita ha una portata universale e coinvolge interamente tutti gli ambiti della vita. Tutto è postabile, tutto è alla portata del nostro senso-social. Così, i secondi che contano passano inosservati e va a finire che gli attori diventano più importanti del regista, che la maschera sostituisce il personaggio reale, che la finzione diviene realtà. Oppure si finisce semplicemente per notare il più osservato, il più piaciuto, scartando ogni outsider. Il mistero ha perso fascino e l’unico segreto da svelare è come riuscire ad imitare il primo, come essere il numero uno… SECONDI CHE EDIFICANO Se dietro al Big Bang, ci fossero altri Small Bricks, piccoli mattoni, che accesero la “scintilla”? Dietro ogni grande evento, dietro ogni grande campione, dietro ogni grande impresa c’è il team, l’organico perfetto e armonico di tutte le persone che si muovo dietro le quinte per rendere possibile l’impossibile. Di loro non si parla mai. Perché è troppo superfluo parlare di ciò che richiede tempo, spiegazioni, domande, insomma… di ciò che richiede SECONDI Ma è proprio di quei secondi che sono alla ricerca ed è per questo che negli ultimi tempi ho preso una lunga pausa… sono stanco del social-networkamente corretto! Sei mai stato secondo? Se sì, mi piacerebbe conoscere la tua storia… Leonardo Capitanelli

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